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La radioattività ambientale

Premessa
L'attrezzatura
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Premessa

Quando sentiamo parlare di radioattività, tutti diventiamo nervosi. È qualcosa che non si vede, non fa rumore, non ha odore, ma può essere pericolosa, e quindi, a ragione, la temiamo e ne siamo diffidenti.

Va, comunque, fatta una distinzione tra la radioattività conseguenza di qualche evento critico (generalmente, ma, almeno in via di principio non esclusivamente, opera dell'uomo: perdite dalle centrali nucleari, bombe atomiche o all'idrogeno, scorie malamente scaricate, ...) e la radioattività che è costantemente presente nell'ambiente in cui vivamo e che con l'uomo non ha nulla a che fare, visto che per lo più viene dallo spazio o dalla terra che abbiamo sotto i piedi.

L'ambiente nel quale ci troviamo a vivere è attraversato continuamente da particelle, provenienti dal Sole e dalle stelle, praticelle cariche di energia che interagiscono con gli atomi e le molecole di cui siamo fatti, trasformano alcuni atomi in ioni strappando via degli elettroni, modificano la struttura delle molecole, spezzano i nuclei degli atomi.

Ogni secondo noi siamo attraversati da centinaia di queste particelle. Va subito detto anche che, visto che sopravviviamo a questo bombardamento da qualche centinaio di migliaio di anni come specie e, in media, per un'ottantina di anni come individui, i danni sono di entità modesta e siamo in grado di ripararci da soli. Anzi qualcuno attribuisce loro anche la funzione di concausa dell'evoluzione della specie.

Il verificarsi di eventi conseguenti alla trascuratezza nella custodia del materiale radioattivo o catastrofici, come l'esplosione delle bombe alla fine della seconda guerra mondiale, il disastro di Чернобыль (Černobyl), l'uso di proiettili a base di uranio impoverito, eventi in cui la quantità di radiazione emessa è molto grande o in cui sostanze che emettono queste radiazioni vengono inalate o ingerite, ci ha messo di fronte a situazioni diverse, in cui il nostro organismo non è più in grado di controllare gli eventuali danni da radiazioni.

Queste situazioni ed il timore di trovarsi di fronte ad atteggiamenti reticenti da parte di chi è preposto a controllare ed informare, ha fatto sì che si verifichino casi di paura irrazionale che spesso rasenta il panico. Può far riflettere il fatto che, in medicina, una tecnica di analisi sostanzialmente innocua e che nulla ha a che fare con le radiazioni, ma che sfrutta alcune caratteristiche magnetiche dei nuclei degli atomi di idrogeno (in 18 grammi d'acqua ci sono 1 milione di miliardi di miliardi di tali nuclei) è stata chiamata risonanza magnetica omettendo l'aggettivo nucleare per evitare malintesi e timori ingiustificati.

È per questo motivo che, alcuni anni fa, ho ritenuto opportuno mettere in piedi un'attrezzatura modestissima per rilevare la radioattività nei diversi ambienti in cui vivo e il suo andamento nel tempo e per lo stesso motivo ho deciso, oggi, di condividere le osservazioni con chi ha la pazienza di cercare questo sito e leggere queste pagine.

L'attrezzatura


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