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La radioattività ambientale

Premessa
L'attrezzatura
Le serie storiche
Radioattività in ambienti diversi
Numeri casuali

Ultime notizie

La serie storica

Non prometto di tenere costantemente aggiornato il grafico dell'andamento storico, anche se continuerò a fare delle misure di tanto in tanto. Mi impegno, però, a segnalare e riportare con sollecitudine eventuali variazioni della radioattività ambientale che dovessi ritenere significative nel riquadro delle Ultime notizie che appare in testa ad ogni pagina.

La prima idea è stata di osservare l'andamento della radioattività nel tempo. Nel 2002 ho, quindi, effettuato oltre 100 osservazioni. Le osservazioni sono state fatte tenendo sempre il contatore nello stesso luogo.

Col tempo, poi, ho ridotto la misura sistematica, riaccendendo il sistema di tanto in tanto, per verificarne il buon funzionamento. Ho, intenzionalmente, riacceso il sistema in occasione di un incremento dell'attività solare (purtroppo ne sono venuto a conoscenza solo quando l'evento era ormai in fase di conclusione) e di un segnalazioni di incidenti in qualche centrale nucleare di cui sono venuto a conoscenza.

Nel caso dell'attività solare, forse ho colto un incremento leggero della radioattività, ma come ho detto, ne sono venuto a conoscenza solo tardi, quando il fenomeno ormai si stava esaurendo e quindi non ho potuto osservarlo nell'intero suo svolgimento. Nel caso delle centrali nucleari, non ho rilevato aumenti di radioattività, confermando i comunicati ufficiali.

Riproduco qui sotto un grafico che riporta i dati osservati a partire dal 1/1/2015.

Ogni misura è rappresentata da un punto evidenziato all'interno di una barra verticale. Il punto rappresenta la misura fatta; la barra verticale è un indicatore della variabilità della misura. Ne ho già parlato in un'altra pagina, ma forse vale la pena ripetere alcuni concetti.
  1. La radioattività ambientale non è un numero fisso, sempre quello come potrebbe essere la superficie di una stanza che si deve ricoprire di piastrelle. Ogni osservazione dà conteggi diversi. Supponiamo in un'osservazione di aver fatto un numero n di conteggi.
  2. Il valore vero si potrebbe ottenere facendo la media di un numero infinito di conteggi ripetuti nelle stesse identiche condizioni. Chiameremo m questo valore.
  3. La radice quadrata di un conteggio dà un'indicazione del suo errore. Sia s la radice quadrata di questo numero, che abbiamo indicato con n.
  4. Indicativamente, se le differenze tra n ed m sono dovute solo al caso, 2 volte su 3 la differenza tra n ed m sarà, in valore assoluto, minore di s; nel 95% dei casi sarà minore di 2s; indicativamente meno di una volta su 100 la differenza sarà maggiore di 3s (attenzione, si badi bene, meno di una volta su cento; il che vuol dire che se facciamo duecento osservazioni, un paio di volte ci possiamo aspettare valori abbastanza lontani dalla media.
Come detto il grafico riporta i dati che ho raccolto a partire dal 2015. Sulle ordinate (asse verticale) sono riportati i conteggi al minuto (che magari sono la media di osservazioni durate da dieci minuti ad un'ora). La barra verticale indica l'errore, che viene calcolato sul conteggio totale e poi riportato al minuto; quanto più lunga è stata l'osservazione e tanto più piccola è la barra verticale. Per evitare accavallamenti nel caso di osservazioni fatte, ad esempio, in giorni consecutivi, in presenza di osservazioni che si sarebbero accavallate è stata riportata la media delle osservazioni fatte su più giorni ed è stato ricalcolato anche l'errore. Questi punti sono stati riportati in rosso. L'operazione di sostituzione di più valori è legittima se, come mi è sembrato, non si sono avuti cambiamenti delle condizioni negli intervalli di tempo mediati.

La linea tratteggiata orizzontale indica il valore medio di tutte le misure fatte dal 2002 in poi e può essere considerata un buon valore di riferimento nell'ipotesi che non ci siano state variazioni sistematiche nelle condizione di misura da allora.

La serie storica completa è scaricabile a questo indirizzo. Le prime due righe riportano l'intervallo temporale di massima in cui sono state raccolte le misure (il dato mi serve per produrre i grafici; è superfluo per un'analisi dei dati contenuti in seguito). Le righe successive riportano, separati da tabulazioni, la data dell'osservazione nella forma GG/MM/AAAA, la durata dell'osservazione in secondi ed il numero di conteggi. Le prime osservazioni, più brevi, sono state fatte contando manualmente i bip; da una certa data in poi il conteggio è stato affidato ad un programma scritto allo scopo.

Analisi della serie storica

L'affermazione corretta, per la serie storica, è la seguente: l'ipotesi di variazioni sistematiche della radioattività ambientale osservata, allo stato attuale può essere rigettata con un sufficiente grado di affidabilità, tranne, forse, per un periodo intorno al mese di novembre 2017, che però, a dicembre dello stesso anno sembra essere in via di esaurimento e, almeno per il periodo in cui è stato osservato, sembra esser stato di modesta entità.

Possibili evoluzioni della serie storica

Nel tempo mi aspetterei, a seconda degli eventi, evoluzioni di tipo diverso (ma sono mie ipotesi)
  1. La serie continua a restare costante; nessuna variazione.
  2. La serie ha un rapido moderato incremento e poi un altrettanto rapido ritorno ai valori iniziali; un andamento del genere mi farebbe pensare ad una variazione dell'attività del sole; ma è una mia ipotesi.
  3. Incremento più o meno rapido dell'attività osservata e lento discendere della stessa nel tempo nel caso di di eventi conseguenti a perdite di materiale radioattivo da parte di una centrale nucleare.
  4. Lenta, progressiva discesa delle osservazioni fatte nel tempo, non precedute da un incremento: progressivo esaurimento dell'elemento rilevatore del contatore geiger.

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